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Raffaellarte io artisco, tu artisci, lui artisce, noi artiamo, voi artite, loro artiscono
12 giugno 2007
L'eroe del giorno : Raffaello

    Raffaello lo conoscete tutti. Ma proprio tutti... Pure in America (con la loro scarsa cultura) lo conoscono. Raffaello quindi è un artista universale.

Autoritratto (1506) 

Autoritratto (1506)

LA SUA VITA IN BREVE
    Raffaello nacque nel 1483 a Urbino. Suo padre, pittore alla corte di Federico di Montefeltro lo introdusse nel mondo pittorico. Rimasto orfano a soli undici anni, venne affidato allo zio Bartolomeo, sacerdote. A quell'epoca aveva già mostrato il suo talento dal momento che Giorgio Vasari, suo contemporaneo, racconta che da bambino era stato "di grande aiuto al padre nelle numerose opere che Giovanni eseguiva nello stato di Urbino". Purtroppo non si sa nulla di preciso su come Raffaello lo abbia aiutato nell'attività di pittore e, mancando qualsiasi documentazione su questa parte di vita, resta sconosciuta la fase della sua formazione. Evidente, però, è che ad Urbino entrò in contatto con le opere di autori del calibro di Paolo Uccello, Luca Signorelli e Melozzo da Forlì. L'influenza più evidente sulle sue prime opere è quella di Pietro Vannucci, il Perugino, uno dei più grandi pittori dell'epoca che lavorò soprattutto a Perugia ed a Firenze. Secondo Vasari, notizia non provata da documenti, Raffaello cominciò l'apprendistato presso il Perugino molto giovane, il padre lo accompagnava ad Urbino presso lo studio del pittore. Mentre più probabilmente i rapporti tra il Perugino e Raffaello sono iniziati solo quando Raffaello era già un artista affermato.

Pietro Perugino, Madonna con San Giovanni e San Sebastiano, 1493, Uffizi (Firenze)

    La prima opera documentata di Raffaello fu una pala d'altare per la chiesa di San Nicola da Tolentino a Città di Castello, città a metà strada tra Perugia ed Urbino. La pala venne commissionata nel 1500 e terminata nel 1501 (fu poi gravemente danneggiata durante un terremoto nel 1789 ed oggi ne rimangono solo alcuni frammenti).

Un angelo (frammento)

    Negli anni seguenti Raffaello dipinse altre opere per le chiese di Città di Castello, (come lo Sposalizio della Vergine, oggi a Brera) e di Perugia, comprese diverse grandi pale d'altare, nonché dipinti di dimensioni più piccole per privati.

Lo Spozalizio della Vergine, 1504

    Nel 1504 si trasferì a Firenze per imparare le lezioni di due grandi pittori: Leonardo da Vinci e Michelangelo. Pur trascorrendo in questa città gran parte dei quattro anni successivi (il cosiddetto "periodo fiorentino"), Raffaello probabilmente non vi dimorò in modo continuo, ma seguitò a viaggiare ed a lavorare in vari luoghi d'Italia (Perugia, Urbino e forse anche Roma). A Firenze Raffaello fece amicizia con i pittori locali, soprattutto Fra Bartolomeo, questi fu uno degli artisti la cui influenza spinse Raffaello ad abbandonare lo stile esile ed aggraziato del Perugino per forme più grandiose e poderose. La Madonna del cardellino è considerata una delle opere più rappresentative di questo periodo.

Madonna del Cardellino (1507)

    Verso la fine del 1508 venne chiamato a Roma da papa Giulio II che gli commissionò una serie di decorazioni di alcune sue stanze a Palazzo Vaticano ("La Scuola di Atene" della Stanza della Segnatura sarebbe uno dei suoi capolavori), Raffaello diventò il vicino di Michelangelo che lavorava alla Volta della Cappella Sistina.

La scuola di Atene (1509)

    La commissione di Giulio II segnò la svolta nella carriera del pittore. All'epoca aveva solo venticinque anni ed era un artista in formazione, perciò non aveva ancora ricevuto incarichi di tale importanza e prestigio. Raffaello seppe cogliere l'occasione nel modo migliore e da allora, pur lavorando anche per altri mecenati, rimase prevalentemente al servizio di Giulio II e del suo successore Leone X, per i quali seguì una serie di progetti che ne fecero il più ricercato artista di Roma. Nel 1514 fu nominato architetto della basilica di San Pietro che Giulio II stava facendo costruire, incarico affidatogli alla morte del Bramante, che ne aveva iniziato la costruzione nel 1506.
I progetti di Raffaello per San Pietro vennero modificati dopo la sua morte, ma egli costruì altri edifici, ( Palazzo Branconio dell'Aquila in Borgo, e la chiesa di S. Eligio degli Orefici vicino via Giulia sono fra i più importanti) e per un breve periodo fu l'architetto più importante di Roma, oltre che il primo pittore.L'anno successivo Leone X gli affidò l'incarico della conservazione e della registrazione dei marmi antichi. Qualunque sia stata la causa, Raffaello morì il 6 aprile 1520 e fu sepolto nel Pantheon.

LA SUA ATTIVITÀ ARTISTICA
    Il ritratto fu il genere preferito da Raffaello (oltre alle inevitabili Madonne - non è che c'era scelta), soprattutto durante il periodo fiorentino.




Ritratto di Pietro Bembo, 1504, Budapest  



La donna Gravida, 1506 - 1507, Firenze 

                    

Ritratto di un uomo
, 1502, Roma


    Dopo il trasferimento a Roma dedicò quasi tutto il suo tempo ai grandi progetti vaticani. Del periodo romano ricordiamo i ritratti dei papi per cui lavorò, Giulio II e Leone X e del letterato Baldassarre Castiglione.



Giulio II, 1511 - 1512, Londra  

          

Baldassare Castiglione, 1514 - 1515, Parigi

                  

 Leone X con cardinali, 1517 - 1518, Firenze

    Oltre questi ultimi, Raffaello non ritrasse molti personaggi celebri: i modelli erano per lo più persone della sua cerchia di amici, molte delle quali sconosciute.



La Fornarina (si suppone la sua amante), 1518 - 1519, Roma

 
  
                              
La Donna Velata, 1516, Firenze


    Nei ritratti, Raffaello sintetizza tutti i caratteri del Rinascimento, unendo brillantemente il realismo di artisti come Bellini e Piero della Francesca, all'universalismo di Leonardo e Michelangelo. Il tema più ricorrente nell'opera di Raffaello è quello della Madonna col Bambino, che del resto è anche quello più comune nell'arte italiana, ed egli seppe ritrarlo innumerevoli volte senza renderlo mai monotono.



La Madonna del Prato, 1506, Vienna



La Madonna al velo, 1510, Chantilly

             

La Madonna Sistina, 1513 - 1514, Dresda

Ma Raffaello è anche l'artista della transizione tra tardo Rinascimento e Manierismo. Osservando opere del suo ultimo periodo si può notare attraverso le tonalità un'anticipazione del manierismo.



Raffaello, San Giovanni Battista, 1518, Firenze  



Caravaggio, San Giovanni Battista, 1607 ?, Basilea
 

Fonti :
http://it.wikipedia.org/wiki/Raffaello#Biografia
I Grandi Maestri dell'Arte Italiana, Elena Capretti, Scala Firenze, 2000
Raphaël, Christof Thoenes, Taschen Köln, 2006




permalink | inviato da Raffaella Sanzia il 12/6/2007 alle 21:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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"Il meno che si possa chiedere ad una scultura è che stia ferma."
Salvador Dalí (1904-1989), pittore spagnolo.

"L'arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è."
Paul Klee (1879-1940), pittore svizzero.

"L'arte è la menzogna che ci permette di conoscere la verità."
Pablo Picasso (1881-1973), pittore spagnolo.

Tre opere :








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